Decolorazione: tecnica, attenzione e risultati (davvero) soddisfacenti.
La decolorazione è senza dubbio uno dei servizi più richiesti in salone. Sempre più clienti – donne e uomini – chiedono di schiarire i propri capelli, ispirati da tendenze, look visti online o semplicemente dalla voglia di cambiare.
Ma chi lavora ogni giorno in salone sa bene che non basta “passare il decolorante”.
La decolorazione è un processo chimico complesso, delicato e altamente tecnico: uno dei servizi che possono dare più soddisfazione… ma anche più grattacapi, se affrontato con leggerezza o automatismi.
È proprio qui che entra in gioco la professionalità: quando si conosce ogni fase del processo, e si lavora con consapevolezza, anche le schiariture più impegnative possono trasformarsi in risultati bellissimi e capelli sani.
Capire bene il decolorante per usarlo meglio
Al di là del marchio, la composizione dei decoloranti segue principi comuni.
La polvere decolorante lavora in sinergia con l’attivatore per liberare ossigeno, che distrugge i pigmenti naturali all’interno del capello. In pratica, vengono “svuotati” i pigmenti, lasciando spazio a nuovi riflessi… ma anche a potenziali danni, se non si rispettano le regole.
Ecco gli ingredienti principali:
Perossido di idrogeno: l’agente ossidante, presente in volumi variabili (di solito tra 9% e 12%)
Persolfati: spesso a base ammoniacale, ma oggi sostituiti nei prodotti più evoluti con forme meno aggressive
Stabilizzatori e agenti protettivi: mantengono il pH e rendono la miscela più sicura (non meno potente!)
In più, ogni prodotto include addensanti, protettivi e talvolta anche sbiancanti ottici per migliorare il risultato visivo.
Conoscerli è il primo passo. Saperli usare bene è il vero mestiere.
Piccoli accorgimenti, grandi differenze
Ci sono errori comuni che ancora oggi si vedono in troppi saloni.
Non per mancanza di tecnica, ma per fretta, abitudine o quella frase che conosciamo tutti: “Ho sempre fatto così!”
Ecco alcune regole semplici da ricordare (e da far diventare routine):
La quantità fa la differenza: il decolorante lavora per quantità. Meglio abbondare piuttosto che rischiare di avere zone mal schiarite.
Poco prodotto per volta: preparare 25g alla volta evita che il decolorante perda efficacia nella ciotola.
Strumenti asciutti, sempre: anche solo un pennello umido può alterare la consistenza del mix.
Mai dimenticare la bilancia: la chimica richiede precisione. Non è un’opinione, è scienza.
Attenzione all’ambiente: sembra un dettaglio, ma anche un colpo d’aria o un cambio di temperatura può influenzare il risultato. Se puoi, invita la cliente a rimanere in postazione durante tutto il processo.
Perché la tecnica non basta, serve consapevolezza
La decolorazione è uno di quei servizi che può davvero distinguere un salone dall’altro.
Ma solo se affrontata con rigore, competenza e la voglia di migliorarsi sempre.
Essere precisi non significa essere rigidi.
Significa prendersi cura del capello prima ancora di iniziare a schiarirlo.
Significa scegliere prodotti validi, rispettare i tempi e personalizzare ogni scelta, in base al tipo di capello, allo storico colore, all’obiettivo finale.
In conclusione? Non si improvvisa. Si padroneggia.
La decolorazione, oggi, è uno dei servizi più redditizi e richiesti.
Ma per farla bene non basta “sapere come si fa”.
Serve conoscenza, cura, precisione.
Serve rimettere in discussione certe abitudini e aggiornarsi costantemente, anche su ciò che pensavamo già di conoscere.
La differenza tra una schiaritura qualsiasi e una decolorazione professionale?
La fai tu, ogni giorno, con le tue mani.